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Tra le mail che ho ricevuto ce n'è una che merita una risposta pubblica.
Un amico mi ha chiesto chi è la persona rappresentata in cima alla colonna sinistra del blog.
Sono felice di rispondere: si tratta di Henry de La Rochejaquelein, generalissimo dell'esercito cattolico e reale vandeano.
Per saperne di più su di lui cliccate qui; in quest'altro collegamento, invece, potrete trovare parecchi buoni articoli sulla Vandea.

Pare proprio che gli amici de Il Punto ci vogliano proprio bene.
Questa volta (anno I, n. 4, maggio 2008) hanno addirittura fatto al Vanzaghese una intervista (p. 7):
Da dove nasce l’esigenza di fare un blog d’opinione di stampo cattolico?
Nasce dal fatto che in Italia l'ignoranza dei più elementari principi del cattolicesimo ha assunto dimensioni clamorose. Basta guardare il programma “Passaparola” con Jerry Scotti: le domande sul cattolicesimo sono quelle che i concorrenti sbagliano più frequentemente. Significa che oggi occorre trovare modi differenti per veicolare in modo efficace i principi del cattolicesimo, non solo da un punto di vista di apostolato, ma anche – e soprattutto - creando il terreno in grado di ricevere la “Buona Novella”. Giovanni Paolo II ha invocato una “nuova evangelizzazione”: il Vanzaghese tenta di fare una “nuova pre-evangelizzazione”.
Un progetto ambizioso. Perché farlo dalla rete e non attraverso un impegno diretto all’interno delle Parrocchie?
E chi dice che le due cose sono alternative? Nella nostra visione delle cose l'impegno in parrocchia e l'apostolato in rete sono complementari, non alternativi. Tuttavia è doveroso aggiungere che non esistono solo le parrocchie quali strumenti di impegno e di apostolato, anzi oggi sembra che molti adulti trovino risposte nei cosiddetti movimenti ecclesiali (Opus Dei, Comunione e Liberazione, Regnum Christi, Rinnovamento nello Spirito, Alleanza Cattolica...), piuttosto che nella parrocchia di riferimento. Allora perché non creare un blog dedicato alla formazione – seppur leggera, frizzante, divertita - degli adulti?
Perché l’anonimato? Siete un gruppo coordinato o singoli che si incontrano sul blog?
Siamo, in realtà, un gruppo scoordinato, eterogeneo e litigioso, ma uniti dall'amore per Vanzago e dal desiderio di dire “qualcosa di cattolico”. Abbiamo scelto l'anonimato perché vogliamo che i lettori si soffermino sui contenuti, e non su chi li espone. Purtroppo viviamo in un'epoca nella quale conta più il mezzo del messaggio, si dà più importanza a come una cosa viene detta, piuttosto che al suo significato. Noi –il mezzo- non siamo importanti: abbiamo però la presunzione di scrivere qualcosa di interessante.
Visitando il blog, spesso si ha l’impressione di posizioni “forti”: la cosa è voluta? Che riscontro ne avete?
Beh, non direi voluta, ma certo non ci dispiace. Ci viene naturale, ecco tutto. Poche cose ci irritano, per esempio il buonismo, il politicamente corretto, il “democristianismo”. Non crediamo che nel mezzo ci sia la virtù, bensì la mediocrità. Come abbiamo detto, riteniamo che esista una verità, che non necessariamente coincide con l'opinione della maggioranza o con la “via di mezzo”, né è garantito che nessuno si senta offeso da essa. Sul Vanzaghese non c'è spazio per il pettegolezzo, noi tentiamo di dire cose magari non condivisibili da tutti, ma vere e verificabili: per questo mettiamo tutti i link di riferimento: per verificare le fonti. I riscontri sono decisamente positivi: abbiamo avuto finora più di 15.000 visite, circa 40 al giorno, con una media di quasi 70 pagine viste al giorno. Non è male per un blog locale ed artigianale, probabilmente lo stile piace, o risponde ad un’esigenza reale.
A pagina 6 un giudizio di Mattia Grassi sull'attuale amministrazione e un interessante articolo di politica locale. Eccovene uno stralcio:
Non c'è dubbio, la Lega Nord a Vanzago ha ottenuto un buon risultato alle recenti elezioni politiche, ha particamente raddoppiato i consensi rispetto a due anni fa ed ora (dopo il brillante risultato ottenuto dalla coalizione PdL-lega Nord) sta già lavorando con i consiglieri comunali che rappresentano il centro destra, in previsione dell'appuntamento elettorale del 2009 che richiamerà al voto i vanzaghesi per scegliere il proprio sindaco. E' ovvio che in questo quadro il Pd di Vanzago si senta minacciato, da qui i primi segnali di apertura alla Lega per la ricerca di un'intesa politica di coalizione.
Se volete sapere come finisce l'articolo, e quali sono le mosse del Pd vanzaghese nei confronti della Lega, andate a prendere Il Punto.
Lo trovate gratuitamente nei seguenti negozi: Bar Stazione, Pasticceria Perini, Alimentari Sacchi, Caffè del Centro, Giorgy Bar, Ortofrutta Piazzolla, Koala, La bottega della pizza, Piscina di Mantegazza, Max del taglio, Parrucchiera Annalisa.
Un "buon governo", come direbbe il Lorenzetti.
Il rischio era soprattutto legato alla Prestigiacomo al ministero delle "pari opportunità"; è andata all'ambiente, e questa è una buona notizia.
Il ministero delle "pari opportunità" è stato dato alla bellissima Carfagna; e questa è un'altra buona notizia.

Non sono riuscito a trovare la fonte, gira in internet e (come la fotografia finti monaci) ve lo propongo.
Si tratta di una dichiarazione del Tesoriere australiano Peter Costello.
Ci ricorda Ron Paul, ci ricorda Vlaclav Klaus.
In Italia? Nessuno. Con un piccolo sforzo mi viene in mente il "mitico" Prosperini (qui una antologia delle sue migliori performance). Ma proprio non ci siamo...
Non sono contrario all´immigrazione e non ho niente contro coloro che cercano una vita migliore venendo in Australia.
Tuttavia ci sono questioni che coloro che recentemente sono arrivati nel nostro paese e, a quanto sembra, anche qualcuno dei nostri concittadini nati qui, devono capire.
L´idea che l´Australia deve essere una comunità multiculturale è servita soltanto a dissolvere la nostra sovranità ed il sentimento di identità nazionale.
Come australiani, abbiamo la nostra cultura, la nostra società, la nostra lingua ed il nostro modo di vivere.
Questa cultura è nata e cresciuta durante più di due secoli di lotte, processi e vittorie da parte dei milioni di uomini e donne che hanno cercato la libertà di questo paese.
Noi parliamo l´inglese, non il libanese, l´arabo, il cinese, il giapponese, il russo o qualsiasi altra lingua.
Perciò, se desiderate far parte della nostra società, imparate la lingua!
La maggioranza degli australiani crede in Dio. Non si tratta soltanto di un affare privato di qualche cristiano fondamentalista di destra, ma vi è un dato di fatto certo ed incontrovertibile: uomini e donne cristiani hanno fondato questa nazione su principi cristiani, ed è chiaramente documentato nella nostra storia e dovrebbe essere scritto sui muri delle nostre scuole.
Se il nostro Dio vi offende, allora vi consiglio di prendere in considerazione la decisione di scegliere un'altra parte del mondo per mettere su casa, perché Dio è parte della nostra cultura.
Accetteremo le vostre opinioni religiose, e non vi faremo domande, però daremo per scontato che anche voi accettiate le nostre e cercherete di vivere in pace ed armonia con noi.
Se la Croce vi offende, o vi molesta, o non vi piace, allora dovrete pensare seriamente di andarvene da qualche altra parte.
Siamo orgogliosi della nostra cultura e non pensiamo minimamente di cambiarla, ed i problemi del vostro paese di origine non devono essere trasferiti sul nostro.
Cercate di capire che potete praticare la vostra cultura, ma non dovete assolutamente obbligare gli altri a farlo.
Questo è il nostro paese, la nostra terra, il nostro modo di vivere.
Vi offriamo la possibilità di viverci al meglio.
Ma se voi cominciate a lamentarvi, a piagnucolare, e non accettate la nostra bandiera, il nostro giuramento, i nostri impegni, le nostre credenze cristiane, o il nostro modo di vivere, vi dico con la massima franchezza che potete far uso di questa nostra grande libertà di cui godiamo in Australia: il diritto di andarvene.
Se non siete felici qui, allora andatevene.
Nessuno vi ha obbligato a venire nel nostro paese.
Voi avete chiesto di vivere qui: ed allora accettate il paese che avete scelto. Se non lo fate, andatevene!
Vi abbiamo accolto aprendo le porte del nostro paese; se non volete essere cittadini come tutti in questo paese, allora tornate al paese da cui siete partiti!
Questo è il dovere di ogni nazione.
Questo è il dovere di ogni immigrante.
Si è molto discusso, nei mesi e negli anni passati, sul tempo necessario per ottenere la cittadinanza italiana.
La sinistra, che - coerentemente con i suoi principi - considera il valore dell'identità pari a zero, si è sempre battuta per la "cittadinanza più facile". Dare più facilmente la cittadinanza agli stranieri significa, per la sinistra, avere un numero consistente di potenziali elettori, così come abbassare l'età del voto (e pensare che noi torneremmo al voto a 21 anni...).
Bene, immerso in queste riflessioni, e aperto all'esperienza dei padri, il vanzaghese si è reso conto che, tradizionalmente (e chissà fino a quando, in un paese che ha perso la sua identità) la cittadinanza vanzaghese si acquista dopo la terza generazione.
Certo, si tratta di una tradizione informale, non scritta, senza valore legale (ci mancherebbe).
Però è così. Per essere "de vansac" non basta risiedere a Vanzago da 3, 5, 10 o più anni; non basta essere nati a Vanzago; non basta che i genitori si siano trasferiti a Vanzago prima della nascita: è necessario che la gente conosca i nonni.
Non è questione di tempo, ma di relazioni; non è questione di pratiche burocratiche o cerimonie, ma del riconoscimento implicito di una comunità viva.
Tutto ciò scomparirà, sommerso tra le carte della burocrazia e formalità imposte dall'alto. Ma ci permette di godere di una breve sensazione di come doveva essere costruita la società nell'ancien régime: fondata sui legami personali, che creavano l'identità della persona. Come non pensare al fatto che un pezzo di carta ha sostituito una stretta di mano, o "la parola"? Si, era una società che si reggeva sulla fiducia reciproca (sì, come il feudalesimo), costruita "dal basso". Una società senza stato, mentre adesso abbiamo uno stato senza società.
"Chi non ha vissuto negli anni prima della rivoluzione non può capire cosa sia la dolcezza del vivere" (Charles-Maurice de Talleyrand-Périgord, detto Talleyrand, 1754-1838).
E' stata ufficialmente riconosciuta una apparizione mariana, avvenuta in Francia, cominciata nel 1664 e durata 54 anni.
La Madonna è apparsa ad una pastorella di 16 anni, Bendedetta Rencurel.
Benedetta, che ebbe una vita assai tribolata, aveva il compito di accogliere e consigliare i pellegrini che si recavano sul luogo delle apparizioni.
Ecco il sito del santuario di Notre Dame di Laus.
Ed ecco un link per approfondire.
E' l'anniversario, abbiate pazienza.
Se non parlo di Guareschi adesso...
Vi ho trovato una lettera di Giovannino Guareschi a don Camillo.
Una lettera amara, ironica, malinconica. Attuale.
Parla della Messa tradizionale, del Concilio Vaticano II, della Chiesa.
A causa delle sue intemperanze, don Camillo è stato mandato in esilio in un paese di montagna; e Guareschi dice che la colpa è solo sua.
Da leggere, con calma, e da meditare.
Ecco il link.
Buona lettura!

Quando uno non ci vuole stare, non ci vuole stare. Ed è il momento di "Muoia Sansone con tutti i ministeri". Del colpo di coda.
Visco si è vendicato rendendo pubblici i redditi degli italiani.
La mistra Turco ha pubblicato le "linee guida" che stravolgono la legge 40. Lo aveva promesso, lo ha fatto.
Peccato che sia un atto doppiamente scorretto.
Primo. Al governo dimissionario tocca solo il disbrigo degli affari correnti e degli atti indifferibili e urgenti, gravati da scadenze prescrittive, e non era questo il caso.
Secondo. Con le nuove linee guida il Ministrop ha apertamente contraddetto l'esito referendario, soprattutto per quanto riguarda la selezione pre-impianto e l’estensione a coppie non infertili della possibilità di usare tecniche di fecondazione assistita.
Il governo Prodi era un'armata Brancaleone. E, parafrasando Brancaleone da Norcia, "Allerta miei prodi! Vi siete finora coperti di merda, copritevi oggi..." ancora di merda.