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La posizione tributaria del presidente del consiglio e di sua moglie Flavia è stata "controllata" 128 in 2 anni. La sinistra grida (ovviamente) al complotto, dimenticando non solo che anche la posizione di Berlusconi è stata "curiosata", ma anche che il cavaliere batte il professore 800 a 128.
Come stanno le cose?
L’Anagrafe Tributaria è un archivio informatico centralizzato (detto Siatel) gestito da una società (la Sogei) che fa capo al Ministero dell’Economia e che contiene i dati delle dichiarazioni dei redditi e dell’Ufficio Registro di tutte le persone fisiche e giuridiche italiane. L’accesso è consentito solo ad utenti appositamente abilitati dal Ministero; ogni accesso e ogni operazione vengono automaticamente registrati dal sistema. Per motivi di servizio vi sono molti soggetti, appartenenti ad Enti o Amministrazioni pubbliche, abilitati all’accesso. Tenendo conto che in Italia vi sono 8.000 Comuni, è immaginabile che gli utenti abilitati siano nell’ordine di alcune decine di migliaia.
Non solo: i dati in questione sono pubblici. Chiunque, rivolgendosi all’Ufficio competente, può consultare Dichiarazioni dei redditi e Atti dell’Ufficio registro.
Insomma: un polverone, proprio nel momento più opportuno.
Per concludere: con la "tracciabilità" il ministro delle finanze ficca il naso in ogni mio passaggio di denaro, potrò anche io gridare alla persecuzione?

Per la Fiat boom di utili nel terzo trimestre. Il Lingotto ha raggiunto un utile netto di 200 milioni rispetto al terzo trimestre 2005. Il fatturato del gruppo è aumentato dell’11,4 per cento.
Mentre la finanziaria di Prodi prevede che i suoi "esuberi" potranno andare in pensione a 57 anni, contro una media italiana che sarà fra i 60 ed i 65 anni.
Indovinate chi paga?
Oggi il Vanzaghese vi propone un gioco.
Qui sotto ci sono quattro immagini; tutte e quattro queste immagini rappresentano la stessa scena.
Scopri le differenze!
Immagine 1

Immagine 2



Il miracolo non è la quota mille (1.000) visite che ha raggiunto il Vanzaghese.
Si tratta di un miracolo avvenuto a Vanzago: il primo maggio 1895 tre ragazze del paese videro la Madonna del Rosario muovere gli occhi. La voce si sparse e a Vanzago arrivarono parecchi fedeli (o curiosi) per vedere la Madonna miracolosa.
Ne parlò anche il giornale locale "Il circondario di Gallarate", una specie di Settegiorni di allora, che, in un articolo del 12 maggio ironizzò scettico sull'accaduto lasciando intendere che si trattò solo di una montatura del parroco per raccogliere soldi e così pagare i debiti della parrocchia.
Ma erano altri tempi (vedi i post "Cento anni di storia sociale? Quasi.")...
Questo fine settimana mi sono dedicato ad approfondire il tema del dramma Europeo, senza valori, senza figli e con la "civiltà del divertimento" (che serve ad anestetizzare il vuoto interiore) in deciso declino.
Così, scusate la presunzione (sicuramente li avrete già letti e straletti), vi consiglio quattro buoni libri sul tema.
1) Il primo, il più importante, anzi: uno dei libri più importanti dell'anno: "La Cattedrale e il Cubo", del teologo cattolico statunitense George Weigel;
2) Del giornalista tedesco Hanne Peter, "La festa è finita": parla ai tedeschi, ma la stragrande maggioranza dei concetti possono essere applicati anche all'Italia;
3) di Massimo Introvigne, uno degli autori più importanti per mettere a fuoco il momento attuale, "Il dramma dell'Europa senza Cristo";
4) infine "Magna Europa. L'Europa fuori dall'Europa"; voluminoso, ma leggibile a pezzi.
Buona lettura.
Dopo i favori alle Coop contenuti nel Decreto bersani, quelli a Nomisma fatti dalla UE durante la presidenza di Prodi, i favori alla FIAT della finanziaria, ecco l'ennesimo conflitto d'interesse di questo governo.
Lo denuncia la catena di supermercati Esselunga, che ha ricevuto delle pressioni dal govenro per una fusione (inglobamento) con le Coop.
A quando la famosa legge sul conflitto d'interesse? Tra cinque anni?

Come vanno le cose in Italia?
Tutto come previsto: l'Italia è stata declassata dalle agenzie internazionali di rating e il presidente del consiglio è stato sonoramente fischiato al quarto convegno della Chiesa italiana di Verona.
Insomma, tutto procede per il meglio: solo ancora mancano all'appello tutte quelle famiglie che con Berlusconi al governo non avevano il latte per i propri bambini alla quarta settimana del mese (La Repubblica, 13 giugno 2004). Se qualcuno sapesse che fine hanno fatto, ce lo segnali.
Benvenuto, don Antonino, benvenuto dal Vanzaghese!
Speriamo che anche gli altri Vanzaghesi gradiscano, perchè sono di palato fine, e ci mettono poco a... ma soprassediamo, và.
Piuttosto, c'è una cosa veramente curiosa, nei festeggiamenti di benvenuto al nuovo parroco (veramente ce ne sono almeno due, ma per la seconda il discorso è complicato).
Nuovamente, come era successo per i festeggiamenti per l'arrivo di don Angelo, il parroco viene raffigurato non solo con la talare, ma addirittura con il cosiddetto "saturno", un cappello clericale che era in uso prima dell'ultimo Concilio.
Veramente, nella brochure di benvenuto a don Angelo, il parroco veniva raffigurato con un... rosario al collo (Vedasi il post intitolato "Ciao, don Angelo...").
Questa volta il rosario al collo ci è stato risparmiato, ma la talare e il saturno restano.
E il Vanzaghese medita.
Medita che i cattolici "adulti" (come quelli vanzaghesi) vogliono un parroco "vicino" in senso condominiale (che venga in ciabatte a chiedere lo zucchero), non un alter Chritus ma un "alter amìs", un vicario non di Dio ma della figura paterna, un "pastore" ma solo nel senso del presepe. Mostrano fastidio per l'umile dignità dell'abito talare, ma vorrebbero che il prete si vestisse (come molti fanno) con jeans e maglione, come "uno di noi", anzi, peggio, visto che molti di noi si mettono almeno la giacca - se non un abito - per andare al lavoro.
E poi che succede? Che quando devono rappresentare un parroco te lo vestono come il più preconciliare dei preti, alla don Camillo, per intenderci: talare e saturno.
Ovvia la risposta: altrimenti come si riconoscerebbe?
Bravi! Se un prete "in borghese" non si riconosce, come fa ad essere un punto di riferimento?
Non solo. Siamo sicuri che queste immagini non rappresentino il prete come realmente lo vogliamo, come ne abbiamo veramente bisogno, al di là di ciò che è "a la page", "politicamente corretto", di ciò che "se la penso così sono un cattolico adulto"?

Dite la verità, ci capite qualcosa? Anche Gaber ha scritto una canzone, qualche anno fa, chiedendosi cosa cavolo volessero dire "destra" e "sinistra".
Possiamo dire che, in termini politici, la cosa risale alla Convenzione Nazionale, ossia il parlamento rivoluzionario costituito a Parigi nel 1792: l'ala destra era rappresentata adesso da borghesi denominatisi Girondini; al centro sedevano i deputati borghesi della cosiddetta Pianura o Palude; a sinistra, infine, sedevano i rappresentanti giacobini e radicali (la Montagna), borghesi anch'essi.
E qui cominciano le grane, ma sono grane istruttive, perciò armiamoci di pazienza.
I Girondini volevano la Rivoluzione, semplicemente la volevano con mezzi legali; durante l'Assemblea Costituente erano stati la sinistra ma ora si erano visti scavalcati ancora più a sinistra, e si erano trovati, così, a destra. Erano perciò repubblicani ed anticlericali, solamente avrebbero voluto che la Rivoluzione si fosse fermata fin dove l'avevano condotta loro. Il loro motto suona, insomma, così: "la Rivoluzione si ferma con noi".
Quelli della Palude erano della stessa pasta degli odierni centristi, coloro il cui motto è "cedere per non perdere".
Quelli della Montagna (i giacobini, la sinistra) voleva portare la rivoluzione alle estreme conseguenze, quelle previste dal marchese De Sade nel suo libello "Francesi, ancora uno sforzo, se volete essere rivoluzionari". Ossia volevano portare la Rivoluzione non solo in campo politico, ma economico ed infine morale.
Riprenderemo questo discorso, ma ora continuiamo.
Abbiamo studiato a scuola che anche nel parlamento dello stato unitario c'erano la destra e la sinistra. Ma erano la destra e la sinistra liberali, ossia (secondo uno schema che abbiamo visto qua sopra) una divisione all'interno di quello schieramento borghese e massone che aveva voluto l'invasione piemontese della penisola. Insomma, si trattava di una parte della sinistra (la destra) che diceva "Ok, ci basta questo" e un'altra parte (la sinistra) che voleva spingere fino in fondo la rivoluzione italiana.
Arriviamo così alla guerra e, nel dopoguerra, ecco che destra e sinistra sono rappresentate rispettivamente da ex fascisti e liberali e da socialisti e comunisti. In mezzo la DC, erede della Palude e della sua politica (ricordate? "Cedere per non perdere").
Ma, come abbiamo visto, i liberali erano tutti rivoluzionari, alcuni dei quali - diciamo - moderati mentre altri erano radicali. E i fascisti? Vale la pena ricordare che Mussolini era socialista, che era stato direttore dell'Avanti, che il fascismo fu l'inveramento di uno stato autoritario socialista, alleato con il nazionalsocialismo (ebbene sì: fu anche quello un socialismo rivoluzionario neopagano, anche se si abbrevia sempre in "nazismo" per nascondere questa verità). Insomma, ancora una volta: una sinistra che si era trovata scavalcata a sinistra.
Anche adesso più o meno la situazione è quella: un blocco rivoluzionario e un blocco liberale (cioè quelli che perseguono una politica che era rivoluzionaria fino a qualche anno fa).
Insomma, chi sta a sinistra finisce per diventare destra, e si trova a fianco qualcuno ancora più radicale di lui. Ma la destra? La vera destra, insomma, cos'è? E perchè adesso (lo si è visto in occasione dell'ultimo referendum) una parte di quelli che stanno a destra hanno posizioni più rivoluzionarie di quelli che stanno a sinistra e viceversa? Le parole destra e sinistra, riferite alla politica, hanno ancora senso, oppure si tratta semplicemente di antiberlusconiani contro berlusconiani?
Ci ragioneremo con calma.