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In Lombardia tutti gli embrioni morti saranno seppelliti; i genitori potranno celebrare il funerale. Niente più bidone dei rifiuti ospedalieri speciali, dunque.
Adesso sorge un problema.
Perchè, se l'embrione è un grumo di cellule, lo si seppellisce, e non seppelliamo i capelli dopo il lavoro del barbiere, le unghie dei piedi e i denti del giudizio?

Arrivano le buste paga, e salta fuori (finalmente) qualcuno che ammette di aver votato Prodi.
E' don Mazzi, che si dichiara "deluso e incazzato".
Eppure era stato avvertito...

Avete presente la calunnia (per chi ha abboccato "accusa") rivolta a Pio XII, di aver taciuto durante le persecuzioni subìte dagli ebrei sotto il nazionalsocialismo?
Basterebbe ricordare l'enciclica Mit brennender sorge, o la conversione del rabbino capo di Roma Israel Zolli (battezzato Eugenio per riconoscenza al pontefice) per capire che si tratta di una menzogna grossa come una casa (e vergogna per chi la ripete).
Beh, si sapeva che tutto era partito non da studi storici documentati, ma da un copione teatrale, un'opera di fantasia, insomma.
Adesso pare che tutta l'operazione sia partita dal KGB.
Quanti di voi, liberi pensatori, che magari hanno ironizzato sui "comunisti che mangiano i bambini" (vedi omonimo post de Il Vanzaghese) hanno abboccato?

Capperi, ma quanto ci costa il quirinale!
Meglio la monarchia, ci costerebbe meno!
Anzi! Rivoglio l'impero (ma solo quello Sacro e Romano)!

"Il sistema politico-economico ci riempie volentieri di "diritti" inutili, di diritti al piacere, ci consente "trasgressioni" già decise dall'alto, mentre ci sottrae i diritti indispenzabili.
Per esempio la libertà d'opinione e di pensiero, senza cui la libertà diventa meno libera" (Maurizio Blondet, Selvaggi con telefonino, Effedieffe, Milano 2006, p. 243).
E' appena "passato" il disegno di legge presentato dall'onorevole Mastella che introduce un nuovo reato d'opinione.
Le idee si combattono con le idee, non con il carcere.
Una frase falsamente attribuita a Voltaire dice: "Io non condivido la tua opinione, ma sono pronto a dare la vita perchè tu possa esprimerla".
Ogni legge che limita la libertà di pensiero si presta ad essere usata in qualsiasi momento contro gli avversari politici ed ideologici: è l'anticamera della dittatura.
Il decreto di legge di Mastella punisce anche chi compie atti definibili come "discriminatori" anche "compiuti a causa del personale orientamento sessuale o dell'identità di genere". Sapete bene che gli attivisti gay considerano "discriminatorio" anche il matrimonio, e strillano continuamente contro la presunta "omofobia" dei pontefici e dei cattolici.
Questa legge sarà lo strumento della prossima persecuzione?
Saremo in grado di lottare per difendere la nostra libertà?
Libro deludente, l'ultimo di Marcello Veneziani. Ma contiene una paginetta che vale la pena leggere (pp. 49-50).
Cos'è il razzismo etico? È la convinzione di detenere una superiorità morale, ideologica, culturale fondata sulla pretesa di rappresentare il senso della storia e del progresso, rispetto ai barbari oscurantisti, che invece rappresenterebbero il passato e l’errore.
È un razzismo che non ha sensi di colpa, anzi pretende buona coscienza. Il razzismo etico non appartiene a un popolo o a una nazione, ma è una ideologia internazionale; attiene piuttosto a una setta, a un movimento civile e politico, spesso reduce dal comunismo, che si percepisce quasi come razza eletta ed egemone. Il razzismo etico rovescia, le premesse da cui parte: suole essere una rivendicazione di civiltà rispetto all'avversario, considerato incivile per definizione. Ma fondata com’è sul disprezzo di chi non la pensa come lui, sulla delegittimazione o demonizzazione dell'avversario, ridotto al rango di barbaro superstizioso e antidemocratico, assimilato a tutte le categorie negative del passato (nazista, reazionario, retrivo), finisce col degenerare nell’intolleranza più incivile. Il razzista etico accusa il suo avversario di vivere e cibarsi di pregiudizi, ma a sua volta lo disprezza usando pregiudizi. Nega che possa avere ideali e convinzioni, ha solo appetiti e interessi.
Il razzismo etico è una patologia oscura, ma avvertita dal senso comune; desta timore e antipatia. Non c'è conversazione, atteggiamento, che non esprima una sorta di livorosa superiorità verso le razze inferiori destrorse, o popolari, cattoliche o conservatrici. È la convinzione di una superiorità predestinata, rispetto al resto del mondo; e la conseguente licenza di stabilire i termini del giusto e dell'ingiusto, del morale e dell'immorale, del bene e del male. La stessa azione comporta un diverso giudizio etico a seconda di chi la fa, perché agli uni viene attribuita comunque un'intenzione e uno scopo nobili, agli altri no. Gli esiti contano poco. Il razzismo etico usa forme più evolute di barbarie: persecuzioni giudiziarie, campagne mediatiche di distruzione dell’avversario, intercettazioni telefoniche usate come gogna, epurazioni ed emarginazioni. Non è solo un razzismo intellettuale o ideologico, ma investe la vita pratica, i rapporti umani, il quartiere in cui si vive, i salotti, le università, i tribunali, i media, perfino le spiagge che si frequentano. Con un'immagine letteraria il razzismo etico si manifesta attraverso i sensi: l'olfatto (puzza sotto il naso), l'udito (non ascoltare l'avversario), la vista (una visione unilaterale, monoculare), la voce (parlarsi addosso), il tatto (non stringere la mano allo sporco nemico).

Franz Beckenbauer, capo dell'organizzazione dei recenti Campionati del mondo di calcio svoltisi in Germania e mitico capitano della nazionale tedesca campione del mondo nel 1974, e' tornato ad essere un cattolico praticante.
Laudetur Jesus Christus.

Carlo Maria Martini, cardinale emerito di Milano, l'ha fatto di nuovo. Ha nuovamente fatto un intervento pubblico ambiguo che, distorto ulteriormente dai media, dà l'impressione che le prese di posizione della Chiesa italiana siano soltanto un'opinione, e che sia possibile un pensiero diverso. Il cattolicesimo italiano del post-concilio è caratterizzato da una gran confusione dottrinale, ma da un'enorme clericalismo: se lo dice il prete sarà così (anche se il Magistero dice il contrario); tanto più se il prete è un curiale, un vescovo o addirittura un cardinale. Era già successo qualche tempo fa, appena dopo la sconfitta dei referendari sulla procreazione artificiale.
E' bene chiarire che ora Martini non ha più incarichi pastorali, e quindi la sua è solo una opinione personale.
Ma il problema è: lo fa apposta, per manie di protagonismo o per accreditarsi come anti-papa, oppure è strumentalizzato dalla stampa di sinistra per screditare la posizione della Chiesa?
Chi propende per la prima ipotesi ricorda alcune ombre nella pastorale di Carlo Maria Martini. Ad esempio, il suo intervento al Sinodo dei Vescovi per l'Europa; o il fatto che, nelle visite pastorali, non distribuisse santini con le immagini di Gesù, la Madonna o i santi, ma di se stesso; quando (unico, dopo il concilio) ha sottoposto dei laici ad un tribunale ecclesiastico (cioè l'inquisizione); oppure quando ha contraddetto pubblicamente il papa con una omelia molto discutibile dal punto di vista dottrinale. Oppure quando, dopo le dimissioni accettate dal papa, ha scritto “Ci sono tanti libri che portano il mio nome, ma io non li ho mai scritti né letti". Chi li scriveva? Uno per tutti, Franco Monaco, deputato della Margherita.
Oppure, come propendono altri (e come la solita ambiguità di Martini autorizza a credere), si tratta solamente di una strategia degli oppositori di papa Ratzinger, che vogliono creare una figura antagonista da contraporre a Benedetto XVI (come è successo, ad esempio, con le strumentali voci costruite ad hoc su un inesistente testa a testa all'ultimo conclave tra Ratzinger e Martini).
Comunque sia, per la malafede o per l'ingenuità, ecco il dono del Vanzaghese al suo cardinale emerito: una bella maglietta "Catholicism Wow!".