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I "segni dei tempi" si stanno moltiplicando in maniera impressionante, come nel "Nome della rosa".
L'ultima pare questa: don Sante Sguotti, parroco di Monterosso (Abano Terme) ha dapprima annunciato di aver avuto un figlio; poi ha smentito; una volta avuta l'attenzione dei media, ha tenuto una delirante e sconclusionata conferenza stampa (ovviamente ripresa da Radio Radicale), in chiesa, affiancato dalla jena Enrico Lucci.
Ha annunciato di volersi fidanzare con "Laura", una donna sposata, della quale è "innamorato" da 8 anni. Ovviamente il cuore della conferenza stampa sono stati i "massacri" compiuti dalla Chiesa, la sessuofobia, il celibato ecclesiale, il "va dove ti porta il corpo" eccetera.
Non stupirà sapere che don Sante apprezza e vorrebbe che tutti vedessero "dieci volte" il film "Magdalene sisters", proiettato anche a Vanzago, nel cinema parrocchiale, dalla commissione cinema della parrocchia, con l'avvallo del consiglio pastorale parrocchiale e alla presenza del parroco.
Questo parroco ha predicato per anni ogni domenica.
A gente che oggi esibisce magliette provocatorie con la scritta "Don Sante è mio padre".
Come è potuto accadere? Non che un prete si innamori e abbia rapporti sessuali, ci mancherebbe. Ma che un prete esibisca e giustifichi una propria debolezza, la propria infedeltà come un merito? Che i parrocchiani, fedeli cattolici, si schierino in questo modo? Queste sono le domande importanti e profonde che si pone un giornalista che segue la vicenda: "Com’è possibile che un fallimento si trasformi in vittoria e un cattivo esempio generi dei tifosi?", "Ci sono ancora margini per assumersi dei patti morali, o tutto è contrattualistico e quindi a termine? Ha ancora senso vivere l’avventura di una vita per un ideale, di coppia, di servizio, di lavoro... o tutto si esaurisce nei tempi fugaci del carpe diem? Nell’applauso corale di una parrocchia, che celebra una sconfitta morale come una vittoria, si nasconde in realtà il rischio culturale di una società del provvisorio, destinato a risolversi in piccole scelte emotive, spesso part-time e senza responsabilità".
Lo specchio di questo sfacelo antropologico, del rifiuto del sacrificio, dell'impegno, dei valori scacciati dal piacere, dal godimento, dal provvisorio, dall'orgoglio è oggi una parrocchia in provincia di Padova.
Ed è accaduto perchè questo, e non un altro, è il frutto di decenni di "cristiani del dissenso", "comunità di base", "cristianesimo adulto", "progressismo cattolico". E' la solita vecchia storia: smantelliamo, demoliamo, decostruiamo senza assumerci alcuna responsabilità. Ed ecco i frutti.
Ora che l'attacco contro la Chiesa si fa più serio e furioso, questi sono gli uomini che devono fronteggiarlo: vittime di anni di una ecclesiologia delirante, come i loro parrocchiani, che preferiscono un parroco "tronista" ad un parroco santo. E magari non saprebbero indicare la differenza tra i due.
Vanzago non è un paese particolarmente "birichino", o per lo meno, non più di tanti altri paesi.
Si, c'è il mulino Rossi, che letto alla francese fa venire in mente il celebre club francese...
Ma niente di che, insomma.
Eppure, anche a Vanzago succedono alcune cose... curiose.
La notizia è un pò vecchia, ma sempre meglio di niente...
Quest'estate l'attacco contro il cattolicesimo ha toccato il suo vertice con le innumerevoli accuse di pedofilia ai danni di sacerdoti.
Ma ogni tanto Avvenire fa il suo dovere, ed ecco che scopriamo come in Irlanda esiste una associazione che fornisce aiuto a preti e suore, vittime innocenti di false accuse.
La fondatrice di questa associazione, Florence Horsman Hogan, non è cattolica, bensì protestante. Perchè, allora, si è messa al servizio della Chiesa cattolica? Per un debito di riconoscenza: figlia di una madre schizofrenica e di un padre alcolizzato, è stata cresciuta in un istituto delle Sisters of Mercy. Avete letto bene, proprio l'istituto preso di mira dal film (vincitore, ovviamente, del Leone d'oro) Magdalene sisters, proiettato anche a Vanzago nel cinema parrocchiale. Giusto per rimanere in tema di riconoscenza...
Cosa è successo in questa seconda parte di agosto? Qualcosina, qualcosina; poco, ma è successo.
1) Innanzitutto, segnalerei che il figlio del più rigoroso degli italiani ha trovato lavoro! Buone notizie, dunque, da fronte occupazione...
2) Finalmente anche l'Italia è un paese civile: anche da noi l'eugenetica è una realtà. Considerato, però, che il Vanzaghese è tutt'altro che perfetto, non c'è da stare allegri...
3) Finalmente abbiamo trovato il primo islamico italiano al quale danno fastidio i simboli religiosi cattolici (finora erano stati i laicisti a preoccuparsi che nessuno ne fosse disturbato).
Come vedete, tutto procede regolarmente; tra poco riapriranno le catacombe, preparate il sacco a pelo.
La liberalizzazione del messale tradizionale mi ha fatto venir voglia di ripescare alcune vecchie foto della chiesa di Vanzago prima degli scempi perpetrati con la scusa del rinnovamento liturgico (che alcuni ancora credono decretato dal Concilio Vaticano II).
Ecco com'era la nostra chiesa:
Si possono notare diverse cose interessanti, ad esempio i lampadari e la pavimentazione, sostituita dall'attuale nel 1967 ad opera di don Sacchi.
Ecco, invece, la statua di san Giuseppe, risalente al 1912. La foto è della metà degli anni '50; a quell'epoca era in una posizione simmetrica a quella del pulpito. Si noti il filo per l'illuminazione votiva.
Questo, invece, era il pulpito, demolito da don Sacchi, sempre nel 1967:
Quest'organo fu inaugurato il 13 agosto del 1933. Il 13 agosto è la festa patronale di Vanzago; don Angelo ha ritenuto di spostare la festa della parrocchia ad ottobre, in occasione della consacrazione, ma ha continuato a chiamare la festa "patronale"... Il che mi fa venire in mente un racconto di Guareschi. Magari in un prossimo post... Ma torniamo all'organo, del quale ormai, demolita la balconata, restano le canne e la consolle (dietro all'altare), ormai inutilizzabili: esso sostituiva un organbo ancora più antico, del 1702.
Qui sotto uno dei confessionali visibili anche nella prima foto. Don Sacchi, chissà perchè, li sostituì con quelli attuali, che don Antonino ha da poco ridotto (forse dimentico del fatto che i parroci santi vivevano praticamente in confessionale...).
Il battistero...
... e due foto dell'altare.
Qui sopra è possibile vedere un altare predisposto per il rito tradizionale in tutta la sua magnificenza: la pala, il paliotto dorato, il conopeo che ricopre il tabernacolo... i due angeli in adorazione, che riportano ai due angeli che custodivano l'arca della (vecchia) alleanza (avere presente "I predatori dell'arca perduta"?)...
Invece in questa foto si vede benissimo la bella balaustra, alla quale i fedeli si accostavano per ricevere la Comunione, e il cancello che delimitava lo spazio sacro del presbiterio (ormai calpestato da chicchessia). E di nuovo la balconata dell'organo, sulla sinistra.
Ed ecco la meraviglia di Vanzago, il sottopasso che tutti ci invidiano! L'unico sottopasso con una "chicane" e che sbuchi proprio di fronte alla chiesa parrocchiale. Fu realizzato tra le polemiche dall'amministrazione di Giulio Zanaboni (PCI) tra il 1979 e il 1982; reso a senso unico (tra nuove polemiche) dall'attuale amministrazione Nava. Nella foto sono visibili il capannone del salumificio Carini e il "vecchio" asilo.
Cari amici, il Vanzaghese pensava proprio di riposarsi, e invece ne succedono così ante e così grosse che non si può mai stare tranquilli.
Partiamo dal fronte tasse. Chi in genere vuole riferirsi ad un periodo terribile parla del cosiddetto Medioevo. Quando i servi della gleba lavoravano la terra della Chiesa e davano parte del raccolto alla pieve o al monastero. Quale parte? la "decima", come presritto dalla Bibbia. Ci pensate che oggi il prelievo fiscale in Italia in alcuni casi oltrepassa il 70 %??? Quali sno i tempi bui, allora? Quale il regime più oppressivo?
Comunque sia, il governo che ci sta spremendo (avete notato? Addirittura il bollino nero delle partenze intelligenti, e invece tutto sto traffico non c'è...) ha trovato i suoi capri espiatori, coloro che rovinano l'economia italiana, e che non sono certo loro, come certi maligni dicono.
Il primo è Valentino Rossi. Hanno sbattuto il mostro in prima pagina: forza, indigniamoci tutti. Scommettiamo che tutto si risolverà a pizza e fichi? L'importante è trovare il "nemico", il sabotatore...
Altro sabotatore: i petrolieri. Eppure il governo Prodi ha aumentato le accise (si, ho scoperto anche io che si chiamano così) sul carburante per due volte in un anno, e ha appena annunciato di volerlo fare per la terza volta; eppure con le accise sulla benzina stiamo pagando la guerra d'Abissinia e il terremoto del Belice...
Il nostro presidente del consiglio ha sostenuto la brillante idea di utilizzare le riserve auree della Banca d'Italia (quelle che una volta davano valore ai soldi, ma ne riparleremo...) per ripianare le finanze statali che lui e il suo governo continuano ad affossare. La pensata ha avuto però il merito di far venire a galla una interessante notizia: le riserve auree italiane non sono patrimonio del paese (e si sapeva), ma nemmeno della Banca d'Italia. Quest'oro è a disposizione esclusiva della Banca Centrale Europea! Così Prodi non solo ci ha "portato in Europa" (e prima dov'eravamo, in Africa?) senza che nessuno glie l'avesse chiesto; senza chiedere il nostro consenso (qualcuno ha sentito parlare di un referendum?); imponendoci pure (infrangendo le regole della neonata Unione Europea) una eurotassa mai restituita; ha pure portato agli euroburocrati, come gentile cadeau, il nostro oro.
Ah, lo sapete che, tramontata la Costituzione Europea, si sta lavorando al "trattato"? No? Che strano... E che ci sono in tutta Europa dibattiti e discussioni su questo importante documento? No, vero? E che i ministri degli esteri di tutti i paesi europei stanno lavorando come dannati per far sentire la voce del proprio paese? Nemmeno? Dovè D'alema? In barca. Cosa dice la stampa italiana? Che Valentino Rossi forse eve dei soldi al fisco. Scusate, ma se anzichè comportarci da membri ci comportiamo da schiavi, come volete che ci trattino, in Europa?
Passiamo al fronte clericale: un prostituto torinese ricattava da anni sei salesiani, minacciando di denunciarli per pedofilia. Uno di questi lo ha denunciato e nel tritacarne mediatico c'è finito lui! Un giornale si è addirittura inventato una "confessione" del prete, ma quando è arrivata la smentita nessuno se ne è accorto...
Nei guai anche don Piero Gelmini, a dire la verità un pò vecchietto per certe acrobazie. Da segnalare il viscidume di don Mazzi e don Ciotti (vittime? E la presunzione d'innocenza?); fate, fate: tra poco toccherà anche a voi...
Prima di passare al prossimo argomento: ma perchè non si può parlare male dei gay, ma se un prete è "sospettato" di avere rapporti omo viene crocefisso??? E' o non è una cosa bella, santa e naturale, l'omosessualità??? En passant, ecco l'opinione di Messori.
Ma la più bella dell'estate, fino ad ora, resta questa: Prodi (facendo quello che nemmeno Mussolini aveva osato) dice ai parroci cosa devono dire nella predica! Ma come! Ci avete rotto le tasce per anni con l'ingerenza dei preti in politica, e con la laicità dello stato... Mavaff...
L'ultima, prometto. Un tocco di vanzaghesità in quest'estate così strana (ringrazio blues1 per la segnalazione): il nostro giovane e un pò moralista consigliere di maggioranza Guido Sangiovanni è stato ospite della trasmissione "A Sua immagine" come accompagnatore di padre "Kizito".
Pare che l'onnisciente Sangiovanni abbia intrattenuto il pubblico illustrando l'intrinseca cattiveria degli statunitensi.
Ovviamente nessuno del pubblico è stato nemmeno leggermente sfiorato dal vago sentore di pregiudizio e razzismo nei confronti dei cosiddetti yankees...
Di nuovo buona estate dal vostro Vanzaghese preferito!