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Qui sotto ho riportato la traduzione (non mia) dell'inno nazionale francese.
Faccio notare che gli obbrobri dei quali vogliono sgozzare i figli e le compagne sono i contadini vandeani, preti e suore, i nostri nonni, che insorsero quando le armate francesi invasero le nostre terre "per portare la libertà".
Avanti, figli della Patria il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi della tirannia lo stendardo sanguinante si è levato (bis)
Sentite nelle campagne tonare questi feroci soldati?
Vengono fino nelle vostre braccia a sgozzare i vostri figli, le vostre compagne!
Alle armi, cittadini! Formate i vostri battaglioni!
Marciamo, marciamo!
Ché un sangue impuro bagna i nostri solchi!
Tremate, tiranni e voi perfidi l’obbrobrio di tutti Tremate!
I vostri progetti parricidi stanno andando a ricevere i loro premi! (bis)
Tutto è un soldato per combattervi. Se muoiono, i nostri giovani eroi, la terra ne produrrà dei nuovi, contro di voi tutti pronti a battersi!
Ed ecco a voi via Achille Grandi (fondatore delle ACLI), il cuore della Vanzago rossa.
Un arcivescovo nemico dei compromessi: Giuseppe Siri
di Vittorio Messori
(da Jesus, gennaio 1983)
«Eminenza», gli dico, «nel suo [libro] Getsemani c’è traccia precisa, seppure discreta, del sospetto che persino certi membri della gerarchia cattolica siano contagiati dalla nuova teologia, con quelli che lei giudica gravi errori. Che dovrebbe dunque fare un povero cattolico di base, se anche il suo vescovo - dunque, il suo maestro nella fede - può essere fuori strada?». La risposta è come sempre decisa: «Il cattolico segua il Papa, che non può sbagliare perché ha la grazia di stato». E quei vescovi che egli sembra sospettare? «Se sbagliano è perché non sono bene informati, non hanno forse basi teologiche solide. E poi ci vuole coraggio - che non tutti hanno - nell’andare contro le mode. Taluni seguono l’andazzo per conformismo o addirittura per paura».
Oltre alle tre tentazioni eretiche alle quali già accennammo, quali sono a suo avviso i pericoli maggiori cui oggi un teologo, magari un vescovo, è esposto? «L’attenuazione del ruolo della Tradizione, non più considerata come fonte della rivelazione alla pari della Scrittura. E poi, l’attacco alla Chiesa, che alcuni vorrebbero mettere sotto tutela, mentre è essa che custodisce la verità».

Nella prolusione ai lavori del consiglio permanente della CEI, monsignor bagnasco ha descritto l'Italia come "spaesata e in crisi morale".
Ecco il passaggio: "Mi limito qui ad osservare che c’è un legame che unisce il cittadino allo Stato e che questo legame è in concreto condizionato dalla capacità effettiva dello Stato stesso di farsi promotore e garante del bene comune. [...] Alla luce di simili fatti, ma anche di altre tendenze comportamentali, sembra che diventi sempre più friabile il vincolo sociale e si prosciughi quel tipo di solidarietà su cui una comunità strutturata deve fare affidamento, se vuole essere un paese-non-spaesato".
Quantrillo, monsignore! Abbiamo qualcuno che sta lavorando per "organizzare un pò di felicità per noi"!!!
Ecco un bell'articolo di Andrea Tornielli sulla disobbedienza dei vescovi italiani al papa (che, tra l'altro, fa il paio con questo altro bell'articoletto).
La minaccia apocalittica che viene paventata è la creazione di una "chiesa parallela" (cioè di uno scisma).
Che dire, concordo: il rischio è reale.
Solamente che i "dissidenti" considerano "parallela" la Chiesa fedele al papa!!!
Da ridere, no?
Curiosamente, è la stessa cosa che dicono i cosiddetti lefebvriani.
Cosa hanno in comune i lefebvriani e i progressisti? Semplice: la cosiddetta "ermeneutica della discontinuità e della rottura", ossia la balzana idea secondo la quale dall'ultimo concilio sarebbe nata una nuova chiesa, diversa dalla precedente.
Cosa sia questa "ermeneutica della discontinuità" lo ha spiegato il papa in questo discorso.
Capito perchè i vescovi si ribellano al motu proprio? Perchè condividono questo tipo di "ermeneutica".
E a Vanzago? Cosa ne pensa il nostro parroco?
... a trovare ancora dei nazisti (meglio: nazionalSOCIALISTI).
L'ultima è la bella giornalista tedesca Eva Herman, licenziata per apologia del nazismo.
Possibile?
No, infatti.
La frase incriminata, pronunciata in occasione della presentazione del suo ultimo libro, è la seguente: "Il Terzo Reich è stata un'esperienza nefasta, ma non si può negare che diede più importanza ai valori della famiglia di quanto se ne dia oggi".
Ed è difficile ribattere, mi sembra.
Ma c'è di più.
La signora Herman ha alle spalle tre matrimoni falliti, e ha ultimamente riflettuto parecchio sulla sua vita. Ha così preso la decisione di dimettersi da conduttrice principale e di assumere ruoli secondari per dedicarsi al figlio avuto dal nuovo compagno.
Rivalutata la maternità e il ruolo della donna nell'educazione dei figli, ha cominciato a scrivere e a tenere conferenze rivalutando il ruolo tradizionale della donna: Kinder (figli), Küche (cucina), Kirche (chiesa). Ha intrapreso una battaglia perchè alle madri vengano stanziati fondi che permettano loro di rinunciare (se lo desiderano) al lavoro per stare con i figli. E ha condensato il suo nuovo pensiero nel suo libro I principi di Eva.
Insomma, è legittimo pensare che la signora non sia stata licenziata per "apologia di nazismo" (e sarebbe ridicolo, letta la frase incirminata), ma per le sue posizioni politicamente scorrette e tradizionaliste.
Dicevo: non è difficile trovare dei nazisti (meglio: nazionalSOCIALISTI), ma forse non sono quelli che tutti pensano.

1. Dal punto di vista della storia delle eresie, con il giansenismo settecentesco assistiamo per la prima volta ad un movimento che, dopo la condanna, non esce dalla Chiesa, ma vi resta, abiura e continua ad operare nascostamente (Cfr. http://www.paginecattoliche.it/modul...rticle&sid=220 ).
2. Al giansenismo succede il cosidetto "cattolicesimo liberale" (comunemente esemplificato, ma in modo riduttivo, dalla figura di Lamennais; cfr. la sezione Ecclesiastical liberalism in Catholic Encyclopedia http://www.newadvent.org/cathen/09212a.htm ), che ha la caratteristica di accettare il portato della Rivoluzione francesce lasciando alla religione il solo spazio "del cuore".
3. Il modernismo è la terza tappa di questo processo ereticale. Su questo argomento raccomando molto il saggio del prof. de Mattei presente qui: http://www.paginecattoliche.it/modul...ndex& catid=7 . Per comprendere appieno le conseguenze di quest'eresia rispetto ad Umanesimo integrale va molto tenuta presente la lettera "Notre charge apostolique" di San Pio X, che si può leggere qui: http://www.totustuus.biz/users/magistero/p10notre.htm
4. Dal modernismo nasce, apppunto intorno agli anni della guerra civile spagnola, il cosidetto "cattolicesimo democratico", oppure "progressismo", ovvero, oggi, "cattolicesimo adulto". Il Padre Mienville ha condotto quella che alcuni ritengono la migliore analisi del fenomeno nei suoi tre saggi sul "Progressismo cristiano", che si trovano anch'essi qui: http://www.paginecattoliche.it/modul...ndex& catid=7
5. Umanesimo integrale di Maritain è un'opera importantissima per il "cattolicesimo democratico" del nostro paese. Il gruppo di "Cronache sociali" si forma con il prof. Dossetti che legge e commenta una traduzione dattiloscritta di Umanesimo integrale a Lazzati, Fanfani e La Pira ed altri. Dalla rivista "Cronache sociali", cioè da Dossetti viene la cosiddetta "officina" di Bologna e, appunto, il "cattolicesimo democratico" o "cattolicesimo adulto". Tale movimento è da distinguersi dal catto-comunismo (Scoppola, Rodano), in aperta separazione dalla Chiesa.
Intendo il sottopasso.
Le infiltrazioni diventano sempre più grosse, e quando piove si formano dei veri e propri laghetti...