“Anche da una fenestretta piccola se può vedere cose grandi" (Monaldo Leopardi)


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Verso le elezioni politiche 2008

Verso le ELEZIONI POLITICHE 2008 mettiamo al centro FAMIGLIA, VITA UMANA, BIOETICA, EDUCAZIONE - Analisi di Nuove Onde www.nuoveonde.com
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giovedì, 05 aprile 2007
Giovedì santo

Giovanni 10:11 - 18 "«Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo.
Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio».

 

Matteo 26:26 - 28 "Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo:
«Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati»".
 

Matteo 27:25 "E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli»".
 

Marco 15:30 "Ugualmente anche i sommi sacerdoti con gli scribi, facendosi beffe di lui, dicevano: «Ha salvato altri, non può salvare se stesso!".

 

Genesi 22:2 - 8 "Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.
Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.
Allora Abramo disse ai suoi servi: «Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi».
Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.
Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: «Padre mio!». Rispose: «Eccomi, figlio mio». Riprese: «Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?».
Abramo rispose: «Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!». Proseguirono tutt'e due insieme".

 

Giovanni 1:29 "Il giorno dopo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: «Ecco l'agnello, ecco colui che toglie il peccato del mondo!»"
 

"I sacrifici di animali hanno ceduto il posto al sacrificio umano del Golgota, che è un sacrificio divino, poichè olui che soffre nella sua oumanità è il Figlio di Dio in persona. [...] I sacrifici rituali vengono superati dal sacrificio personale del Cristo, un sacrificio non rituale, estraneo alle frome liturgiche, un sacrificio identificato con la vita" (R. laurentin, Vita autentica di Gesù Cristo", Milano, Mondadori, 1997).

 

Esodo 12:3 "Parlate a tutta la comunità di Israele e dite: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa".
Esodo 12:5 - 6 "Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell'anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo serberete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto".

 

"Giovani [...] narra che Gesù morì nella parasceve della Pasqua (Giov., 19, 14), ossia nel giorno precedente alla Pasqua e prima che in quel giorno i Giudei avessero celebrato il rito dell'agnello e mangiato la Pasqua: essi infatti non entrarono nel pretorio (di Pilato) per non contaminarsi ma per mangiare la Pasqua (Giov., 18, 28), riuscendo in quello stesso giorno a far condannare Gesù e ad ucciderlo; [...] Gesù morì il 14 Nisan, e l'ultima cena da lui celebrata la sera precedente non era legalmente la cena dell'agnello pasquale" (G. Ricciotti, Vita di Gesù Cristo, CdV, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1952).

 

Esodo 12:46 "non ne spezzerete alcun osso".

 

Giovanni 19:32 - 33 "Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe»".

 

Esodo 34:25 "la vittima sacrificale della festa di pasqua non dovrà rimanere fino alla mattina".

 

Giovanni 19:31 "Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via".

 

"Emerge talvolta una comprensione assai riduttiva del Mistero eucaristico. Spogliato del suo valore sacrificale, viene vissuto come se non oltrepassasse il senso e il valore di un incontro conviviale fraterno.[...] In forza del suo intimo rapporto con il sacrificio del Golgota, l'Eucarestia è sacrificio in senso proprio, e non solo in senso generico, come se si trattasse del semplice offrirsi di Cristo quale cibo spirituale ai fedeli" (G. P. II, Enciclica Ecclesia de Eucharestia, 2003, §§ 10 - 13).

Postato da: vanzaghese a 23:26 | link | commenti
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