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Bene, ci siamo: è cominciata la nuova persecuzione (punto R).
Non è selvaggia come durante la Rivoluzione Francese, come durante il Risorgimento, come in Messico, come in Spagna come in Polonia.
E' legale, burocratica, europea.
Non sarà meno dura.
Ma c'è una speranza.
La speranza del Vanzaghese è che il clero - finalmente - si svegli.
Che i preti la smettano di lamentarsi perchè devono celebrare più di una Messa al giorno (poverini); che la smettano di fare i sociologi, gli psicologi, i tuttologi e tornino a fare quello che devono, cioè amministrare i sacramenti; che la smettano di coccolare i lupi che gli sbranano la mano che li accarezza, e che tornino finalmente ad occuparsi delle loro pecorelle (sempre più poche e sempre più confuse).
Che, insomma, tornino a fare il loro lavoro, per il quale ricevono, oltre alla ricompensa eterna (se dovuta) anche uno stipendio.
Sta arrivando la persecuzione, e il solo fatto di essere prete sarà causa di insulti e sputi. Come disse Gesù, se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi (Gv 15, 20).
All'inizio qualcuno - abituato alla vita comoda - se ne andrà.
Ma poi, come è sempre successo, i giovani cominceranno a trovare interessante l'idea di diventare sacerdote. E saranno sacerdoti speciali: pregheranno; ameranno i sacramenti; torneranno a vestirsi da prete e lo faranno con orgoglio; considereranno il martirio, la testimonianza fino alla morte, come una possibilità concreta; saranno uomini di fede e un faro per il loro popolo; saranno poveri.
E santi.
