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Nel bel libro sulla storia di Vanzago (Gioachino Mauri, "La storia di Vanzago. Il paese, la sua gente, i suoi luoghi. Mantegazza, Monasterolo e i mulini", Comune di Vanzago 1999) la discesa di Napoleone in Italia sembra non avere avuto nessuna risonanza per la gente di Vanzago, che si limitò ad osservare i fatti come la mucca guarda il treno (pp. 174 - 175).
Sarà andata così, ma il fatto che i cambiamenti politici avvenuti fino ad allora erano passati più o meno sopra la testa dei nostri nonni non significa che anche in questo caso sia andata così.
Infatti, tra il 1796 e il 1815 (con alcuni strascichi in seguito) successe una cosa incredibile che, guardacaso, non compare mai nei libri di storia "seri": l'Italia - sì, l'Italia intera! - insorse. Tutta l'Italia, dalla Valtellina alla Calabria.
E, cosa ancora più straordinaria, insorse il popolo, proprio quello nel nome del quale i borghesi avevano fatto la rivoluzione in Francia, e nel nome del quale avevano deciso di invadere l'Italia e combatterne i legittimi sovrani.
Il popolo, il popolo, contadini, artigiani, donne, ragazzi. Facendo i turni per il lavoro nei campi mentre combattevano come guerriglieri contro il più potente e spietato esercito del mondo, fermandosi solo per le feste comandate.
Che c'entrano i Vanzaghesi con queste "teste calde"? Forse nulla, ma forse parecchio.
Sappiamo infatti che insorsero Pavia (16 maggio); Trivolzio, Casorate, Binasco, tutta la Lomellina (17 maggio); Milano, Varese e Como (23 maggio 1796); in seguito Casalmaggiore, Bormio, Castiglione delle Stiviere, San Benedetto Po, il distretto di Morbegno, Mantova...
Piccoli episodi insignificanti? Non proprio: Binasco fu dato alle fiamme dopo tre ore di saccheggio; a Pavia toccò "solamente" il saccheggio; centinaia i morti, durante le insorgenze o uccisi dai giacobini; l'insorgenza riuscì persino a ricacciare i francesi oltralpe, al momento della cosiddetta reazione austro-russa del 1799-1800.
Chissà se davvero a Vanzago il popolo accolse l'invasione giacobina come una mucca guarda il treno? Mah... nel resto della Lombardia non fu davvero così...
E perchè insorsero contro i francesi, venuti a portare loro "libertà e uguaglianza"? Cercheremo di capirlo.
Intanto qualche consiglio libresco per approfondire:
- Francesco Mario Agnoli, "Le insorgenze antigiacobine in Italia", Il Cerchio 2003;
- "Le insorgenze popolari nell'Italia napoleonica", Ares, Milano 2001;
- Massimo Viglione, "Rivolte dimenticate. Le insorgenze degli Italiani dalle origini al 1815", Città Nuova 2001;
- Massimo Viglione, "Le insorgenze. Rivoluzione e controrivoluzione in Italia", Ares 1999;
- Francesco Mario Agnoli, "Guida introduttiva alle insorgenze contro-rivoluzionarie in Italia durante il dominio napoleonico", Mimep-Docete 1996;
- Oscar Sanguinetti, "Le insorgenze contro-rivoluzionarie in Lombardia", Cristianità 1996.
